Il Principe Granchio - Lavori in corso
Scuola elementare di Arcugnano (Vicenza) classi quinte
Ins. Barbara Mignoni
si tratta della messa in rete dei primi materiali elaborati dalle classi di arcugnano(VI) in questa solta di ipertesto in progressione

VARIAZIONI
 
C’era una volta un principe in un granchio che era vittima di un incantesimo e voleva uscirne fuori. Lui era molto bello e molto sincero. Fu pescato e fu come se si svegliò e gli venne voglia di rompere l’incantesimo. Intanto in un grande castello una principessa stava guardando la sua peschiera piena di pesci.Sentì suonare alla porta… era un barbone che voleva delle monete d’oro. La principessa lanciò delle monete d’oro e il barbone per prenderle cominciò a nuotare in un fosso poi attraversò delle tubature. Scoprì un passaggio segreto che collegava la peschiera della principessa ad una bellissima sala dove il granchio, da mezzogiorno alle tre, diventava principe e restava in compagnia di una malvagia strega che lo faceva soffrire anche se gli dava delle buone cose da mangiare. Il barbone guidò la principessa attraverso le tubature e lei incontrò il principe. Nascosti nel guscio del granchio, il principe le parlò e lei lo ascoltò. La principessa imparò la magia della musica e distrusse l’incantesimo. Il principe la sposò perché si era innamorato di quella bella ragazza.

 

C’era una volta una fata che non era sposata. Un giorno incontrò un bel principe e lei voleva sposarlo, ma lui non voleva. Lei non sopportava chi non le ubbidiva, così, con una magia, lo trasformò in un granchio come aveva già fatto con tutti i bei principi che avevano voluto sposarla prima di lui.

C’era una volta un principe molto malvagio che disprezzava molte persone. Un giorno una fata decise di trasformarlo in un granchio e di mandarlo a vivere in fondo al mare. Ogni giorno la fata lo invitava a mangiare con lei, gli dava la possibilità di tornare uomo e lo interrogava per vedere se era diventato più buono. Passavano i mesi, ma la fata non si fidava ancora di lui e dopo aver mangiato, lo costringeva a rientrare nel guscio del granchio. Quando si accorse che ormai il principe era diventato ubbidiente, decise di restituirgli la sua libertà attraverso la principessa per dimostrargli che gli altri erano importanti.

C’era una volta un pescatore che non era né allegro né spensierato come un bambino. Una mattina camminò e camminò finchè arrivò dove voleva: in un buon posto dove poteva pescare un granchio. Ecco come il granchio arrivò al castello del re… dopo essere stato pescato da un povero pescatore e venduto al re che lo fece mettere nella peschiera di sua figlia: la principessa che passava ore ed ore a guardare i pesci perché non aveva amici (era sempre triste e non era tanto bella). Un giorno passò un vagabondo, senza regole come il vento, eppure fu proprio lui a fare in modo che la principessa incontrasse il granchio-principe e si innamorasse di lui. Per liberarlo dalla fata che lo teneva prigioniero nel guscio di un granchio, lei imparò a suonare ed a cantare. Il principe fu libero di sposare la principessa e di vivere come voleva lui. La principessa smise di guardare i pesci per ore e ore e faceva la moglie e la principessa.

 

Un pescatore dormiva da ore nella sua barchetta in mezzo ad un lago. Quando si svegliò e tirò su le reti, vide un granchio grosso grosso. Se avesse avuto un cellulare avrebbe telefonato a sua moglie dicendo: moglie, prepara la pentola con l’acqua calda, oggi si mangia! (il resto della storia va bene quella raccontata sopra!)

 

 

C’era una volta una fata a digiuno di amori. Fu molto allegra quando finalmente trovò un principe da amare: lo proteggeva, lo sorvegliava, gli preparava ottimi pranzetti ed organizzava le sue giornate. Se lui si lamentava di non poter scegliere la sua vita lei gli diceva: - tutto questo lo faccio per te!
Il principe pensava: - questa vita non è la mia vita!

 

Un principe imprigionato nella scorza di un granchio viveva da anni sul fondo del mare. Aveva raccontato la storia del suo incantesimo ad ogni pesce, ad ogni conchiglia, ma nessuno aveva mai potuto aiutarlo. I pesci pescati morivano subito senza poter parlare, ma se qualcuno, camminando sulla spiaggia trovava una conchiglia e provava ad ascoltarla, non sentiva il fruscio del mare, bensì una voce che, triste, parlava.

 

QUANDO… COME

Quando il principe parlava alla principessa, dentro al guscio, non sapeva se ridere o piangere: piangeva sorridendo o forse sorrideva piangendo.

La principessa sapeva leggere negli occhi dei pesci. In ogni occhio vedeva qualcosa di particolare e ci vedeva tante storie diverse. Lei non li guardava solo, li ammirava proprio ed era così che aveva imparato a nuotare.
Quando il granchio entrò nella sua peschiera, lei sapeva che la scorza era solo il guscio e le parole veniva da dentro, dal suo interno.

Quando a voi brillano gli occhi?
A un povero pescatore se pesca un granchio grosso così. Lo riguardò sulla barca e lo riguardò sulla sabbia per capire se era proprio vero. E poi camminò saltando tra la terra e le stelle.

Quando un principe viene catturato da una fata, poi si lascia catturare anche da un pescatore: tanto era già prigioniero.

Oggi ci sono tanti mezzi di trasporto come: l’automobile, la bicicletta, laereo, il treno o si può andare anche a piedi. In questa storia c’è una fata che quando vuole spostarsi sott’acqua sale sulla scorza di un granchio, sempre dello stesso granchio. E lui la trasporta secondo i suoi comandi anche se non è contento.

LA STORIA CORTA CORTA

C’era una volta un principe che diventò un granchio.
Da granchio viveva triste e scontento come un fiore appassito. Un giorno, sul mare, una principessa lo liberò dall’incantesimo. Cavalcò, cavalcò, tornò dalla principessa e la sposò.