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VARIAZIONI
C’era
una volta un principe in un granchio che era vittima di un incantesimo
e voleva uscirne fuori. Lui era molto bello e molto sincero. Fu
pescato e fu come se si svegliò e gli venne voglia di rompere
l’incantesimo. Intanto in un grande castello una principessa stava
guardando la sua peschiera piena di pesci.Sentì suonare alla
porta… era un barbone che voleva delle monete d’oro. La principessa
lanciò delle monete d’oro e il barbone per prenderle cominciò
a nuotare in un fosso poi attraversò delle tubature. Scoprì
un passaggio segreto che collegava la peschiera della principessa
ad una bellissima sala dove il granchio, da mezzogiorno alle tre,
diventava principe e restava in compagnia di una malvagia strega
che lo faceva soffrire anche se gli dava delle buone cose da mangiare.
Il barbone guidò la principessa attraverso le tubature e
lei incontrò il principe. Nascosti nel guscio del granchio,
il principe le parlò e lei lo ascoltò. La principessa
imparò la magia della musica e distrusse l’incantesimo. Il
principe la sposò perché si era innamorato di quella
bella ragazza.
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C’era
una volta una fata che non era sposata. Un giorno incontrò
un bel principe e lei voleva sposarlo, ma lui non voleva. Lei non
sopportava chi non le ubbidiva, così, con una magia, lo trasformò
in un granchio come aveva già fatto con tutti i bei principi
che avevano voluto sposarla prima di lui.
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C’era
una volta un principe molto malvagio che disprezzava molte persone.
Un giorno una fata decise di trasformarlo in un granchio e di mandarlo
a vivere in fondo al mare. Ogni giorno la fata lo invitava a mangiare
con lei, gli dava la possibilità di tornare uomo e lo interrogava
per vedere se era diventato più buono. Passavano i mesi,
ma la fata non si fidava ancora di lui e dopo aver mangiato, lo
costringeva a rientrare nel guscio del granchio. Quando si accorse
che ormai il principe era diventato ubbidiente, decise di restituirgli
la sua libertà attraverso la principessa per dimostrargli
che gli altri erano importanti.
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C’era
una volta un pescatore che non era né allegro né spensierato
come un bambino. Una mattina camminò e camminò finchè
arrivò dove voleva: in un buon posto dove poteva pescare
un granchio. Ecco come il granchio arrivò al castello del
re… dopo essere stato pescato da un povero pescatore e venduto al
re che lo fece mettere nella peschiera di sua figlia: la principessa
che passava ore ed ore a guardare i pesci perché non aveva
amici (era sempre triste e non era tanto bella). Un giorno passò
un vagabondo, senza regole come il vento, eppure fu proprio lui
a fare in modo che la principessa incontrasse il granchio-principe
e si innamorasse di lui. Per liberarlo dalla fata che lo teneva
prigioniero nel guscio di un granchio, lei imparò a suonare
ed a cantare. Il principe fu libero di sposare la principessa e
di vivere come voleva lui. La principessa smise di guardare i pesci
per ore e ore e faceva la moglie e la principessa.
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Un
pescatore dormiva da ore nella sua barchetta in mezzo ad un lago.
Quando si svegliò e tirò su le reti, vide un granchio
grosso grosso. Se avesse avuto un cellulare avrebbe telefonato a
sua moglie dicendo: moglie, prepara la pentola con l’acqua calda,
oggi si mangia! (il resto della storia va bene quella raccontata
sopra!)
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C’era
una volta una fata a digiuno di amori. Fu molto allegra quando finalmente
trovò un principe da amare: lo proteggeva, lo sorvegliava,
gli preparava ottimi pranzetti ed organizzava le sue giornate. Se
lui si lamentava di non poter scegliere la sua vita lei gli diceva:
- tutto questo lo faccio per te!
Il
principe pensava: - questa vita non è la mia vita!
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Un
principe imprigionato nella scorza di un granchio viveva da anni
sul fondo del mare. Aveva raccontato la storia del suo incantesimo
ad ogni pesce, ad ogni conchiglia, ma nessuno aveva mai potuto aiutarlo.
I pesci pescati morivano subito senza poter parlare, ma se qualcuno,
camminando sulla spiaggia trovava una conchiglia e provava ad ascoltarla,
non sentiva il fruscio del mare, bensì una voce che, triste,
parlava.
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QUANDO… COME
Quando
il principe parlava alla principessa, dentro al guscio, non sapeva
se ridere o piangere: piangeva sorridendo o forse sorrideva piangendo.
La
principessa sapeva leggere negli occhi dei pesci. In ogni occhio
vedeva qualcosa di particolare e ci vedeva tante storie diverse.
Lei non li guardava solo, li ammirava proprio ed era così
che aveva imparato a nuotare.
Quando
il granchio entrò nella sua peschiera, lei sapeva che la
scorza era solo il guscio e le parole veniva da dentro, dal suo
interno.
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Quando
a voi brillano gli occhi?
A
un povero pescatore se pesca un granchio grosso così. Lo
riguardò sulla barca e lo riguardò sulla sabbia per
capire se era proprio vero. E poi camminò saltando tra la
terra e le stelle.
Quando
un principe viene catturato da una fata, poi si lascia catturare
anche da un pescatore: tanto era già prigioniero.
Oggi
ci sono tanti mezzi di trasporto come: l’automobile, la bicicletta,
laereo, il treno o si può andare anche a piedi. In questa
storia c’è una fata che quando vuole spostarsi sott’acqua
sale sulla scorza di un granchio, sempre dello stesso granchio.
E lui la trasporta secondo i suoi comandi anche se non è
contento.
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LA
STORIA CORTA CORTA
C’era
una volta un principe che diventò un granchio.
Da
granchio viveva triste e scontento come un fiore appassito. Un giorno,
sul mare, una principessa lo liberò dall’incantesimo. Cavalcò,
cavalcò, tornò dalla principessa e la sposò.
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