IL PRINCIPE GRANCHIO

di

 

Titino Carrara, Carlo Presotto, Silvia Roncaglia

 

I personaggi della storia:

 

I narratori

La Fata del Mare

Il Pescatore

La Serva

Il Re

La Principessa

Il Vagabondo

Il Principe

I pesci della peschiera

Le voci della conchiglia


 

PROLOGO

Narratore, Fata del Mare

 

(sullo schermo posteriore, poco più che una striscia di orizzonte, vediamo una antica mappa, con case e barche da pesca. Mentre lontano si sentono le note della musica di una festa)

 

NARRATORE – C’era una volta la laguna.

La laguna non è un luogo, è un tempo, uno spazio che muta ogni sei ore.

Non è acqua e non è terra, ma è il tempo che trascorre tra acqua e terra.

Un tempo che sale e che scende a coprire e scoprire profili, miraggi di terre: barene…

È terra che va al mare e mare che va alla terra.

La laguna è un incontro.

 

(l’immagine della mappa all’orizzonte scorre lentamente: ci solleviamo con lei fino a sorvolare i riflessi del sole sull’acqua)

 

Questo è il luogo dove si semina il mare e si allevano pesci come mandrie acquatiche:

cefali, passere, orate, anguillini.

Qui il mare è fertile come terra, e la terra mobile e instabile come mare.

La laguna è un confine che sconfina.

Non è né terra né mare.

E’ un riflesso d’acciaio all’orizzonte.

 

FATA DEL MARE (soffia in una conchiglia, facendone uscire un suono profondo)

Ara, scava, semina e rivolta,

così preparo la gran raccolta.

Aro e preparo la terra al mare,

qui mille pesci dovranno entrare.

Preparo e aro un bel giardino

per incantare ogni pesciolino

e poi non resta che l’attesa,

basta lasciare la rete tesa:

entrano pesci, vi restano prede,

orecchio ascolta e occhio non vede.

(comincia a raccontare alla conchiglia una storia)

Una volta… c’era un pescatore…

(depone la conchiglia vicino ad un pescatore addormentato)

 

SCENA  1

Pescatore, Fata del Mare, Narratori

 

PESCATORE(è disteso, addormentato sul pontile; ora strani suoni, che ricordano la voce del mare, lo risvegliano lentamente; vede la conchiglia, la accosta all’orecchio e resta incantato ad ascoltare la voce che ne esce e che racconta una delle tante storie del mare, un  sussurro, un bisbiglio…)

FATA DEL MARE (sottovoce)  Una volta… c’era un pescatore che non riusciva mai a pescare abbastanza…

NARRATORE – …che non riusciva mai a pescare abbastanza.

PESCATORE – … che non riusciva mai a pescare abbastanza…

FATA DEL MARE – … da comprare la polenta per la sua famiglia.

PESCATORE – Eh...?

NARRATORE – E aveva tre figlie...

PESCATORE – ... e aveva tre figlie.

NARRATORE – E una moglie…

PESCATORE – … e una moglie.

FATA DEL MARE – E andava via e veniva a casa...

NARRATORE – … come i suoi pensieri.

FATA DEL MARE – E non era mai buono di portare a casa un lombardo. (consegnata la storia, la Fata del Mare si ritira)

PESCATORE – Un lombardo...?

NARRATORE – Manco una lira.

PESCATORE – Ah, una lira.

NARRATORE – Un giorno fra gli altri, se ne va a pescare. (il pescatore va alla barca e armeggia con corde e reti)  Cala giù la rete...

NARRATORE – …cala giù la rete...

PESCATORE – ... cala giù la rete!

NARRATORE – E sente un gran peso...

PESCATORE – Oh…! Non ce la faccio a tirarla su!

NARRATORE – …che non ce la fa a tirarla su.

PESCATORE – E tira… tira… (issa con molta fatica una vela)

NARRATORE – E tira, tira, tira…

NARRATORE – E tira, tira, tira…

NARRATORE – E tira, tira, tira…

NARRATORE – E tira, tira, tira…

 

(sulla vela appare il contorno luminoso di un grosso granchio)

 

NARRATORE – E finalmente… viene su un granchio, ma così grande, ma così grande…

NARRATORE – … che con due occhi non si poteva vederlo tutto intero.

NARRATORE – … che con due occhi non si poteva vederlo tutto intero!

PESCATORE – Orca! Guarda che pesca ho fatto oggi! Finalmente posso comprare la polenta per le mie bambine.

NARRATORE – E tutto contento si carica il granchio in spalla.

NARRATORE – Corre a casa.

PESCATORE – Moglie… Guarda qua che meraviglia! Adesso vado a vedere se la fortuna mi dà da venderlo. Tu intanto metti su la caldiera  grande per la polenta.

NARRATORE – Si mette il vestito della festa.

NARRATORE – E si fa bello.

NARRATORE – Si pettina e si liscia i capelli.

PESCATORE(lisciandosi la testa) …olio della frittura di pesce. (sale sulla barca e parte. All’orizzonte compare il porto affollato di vele)

NARRATORE – Si carica il granchio in spalla e va.

NARRATORE  – E voga, voga, voga…

NARRATORE – E voga, voga, voga…

PESCATORE – Oh, basta vogare!... Siamo arrivati al palazzo del Re! (sul fondo appare il palazzo del Re)  Orca quante porte… e adesso… da quale porta è che bisogna entrare? Busso al battente del gran portone… (l’eco dei colpi al portone dà l’avvio alla musica del palazzo del Re)

NARRATORE – E subito s’affaccia al balcone la serva.

 

SCENA  2

Pescatore, Serva

 

SERVA – Chi sei? Cosa vuoi?

PESCATORE – Sono venuto a parlare con Sua Sacra Maestà Re.

SERVA – Ma cos’è ‘sta puzza?... Pesce… marcio?

PESCATORE(si passa le mani sui capelli e annusa)  Fritto, e allora? Sono venuto a mostrare a Sua Sacra Maestà questa gran meraviglia. (mostrando il granchio)

SERVA – Orca che pesca! Va proprio bene per la figlia del Re.

PESCATORE – Per la Principessa…? Quella un po’…

SERVA – Oh, ma sei matto?  È solo un po’ fissata,  ha la mania.

PESCATORE – Ma… allora è vero… che sta tutto il giorno… con i pesci?

SERVA – Si, ma ssstttt…! Sta tutto il tempo in giardino, ad ascoltare i pesci… che cantano.

PESCATORE – I pesci che cantano, in giardino…? Sugli alberi?

SERVA – Sssttt… No. Li tiene nella sua peschiera, dentro il giardino. Di tutte le specie: strani… tondi, lunghi, verdi, rossi… strani.

PESCATORE – E sta tutto il giorno a sentirli… cantare?

SERVA – Cantare.

PESCATORE – I pesci?

SERVA – I pesci.

PESCATORE – E’ matta.

SERVA – No, è fissata.

PESCATORE – Ah… Va bene. Allora posso andare da Sua Sacra Maestà Re?

SERVA – Adesso scendo ad aprire il portone… (scende ad aprire il portone)  Ma che odore di pesce marcio! (via)

PESCATORE Fritto, e allora?… Ma guarda ‘sta serva: una spussetta! Come se fosse lei il Re!

(si rimette il granchio in spalla e va in cerca del Re per le grandi sale del palazzo. Sullo schermo all’orizzonte compaiono i volti severi dei dignitari di corte)

 

 

SCENA  3

Re, Pescatore

 

RE(da solo) Ecco qua il Re. Il Re che è stufo di fare il Re! Cittadini, figli, debiti e peccati.

PESCATORE(entrando piano) È permesso…?

RE(sempre parlando da solo) Il Re deve avere barche sicure per pescare e difendere… il Re deve far mangiare gli uomini del regno, deve lavorare mattina e sera… e poi non gli resta più tempo per la figlia, la Principessa.

PESCATORE – Permesso? (vede il Re e non lo riconosce)  Scusi… per caso ha visto il Re?

RE – L’ho visto, l’ho visto… ecco qua: un altro pescatore che reclama il Re!

PESCATORE – Orca!… Ho da vendere una gran meraviglia.

RE – Pescatori mercanti! Ma non sapete che il Re ha cose importanti da fare!

PESCATORE – Sì, ma io ho preso… un granchio… bellissimo, per la peschiera della…

RE – E voi venite con la vostra puzza di olio fritto nei capelli a chiedere, chiedere, sempre chiedere al Re! Ma il Re non è un uomo come gli altri?

PESCATORE – No! Il Re… Il Re è un… Non lo so, non l’ho mai visto. Tu l’hai visto?

RE – L’ho visto, l’ho visto. Povero Re. Da quando la regina è morta non sa più che pesci pigliare con la figlia.

PESCATORE(ride)  Povero Re…? Non sa più che pesci pigliare? Sfido io, quella lì per i pesci… (il Re lo guarda storto) …è fissata.

RE – Non le manca mai nulla.

PESCATORE – Beata lei! Io ne ho tre di figlie… sai quanti pesci mi tocca pigliare per farle mangiare!

RE – Ogni desiderio esaudito immediatamente…

PESCATORE – Immediatamente.

RE – Nella sua peschiera nuotano i pesci più belli del mondo!

PESCATORE – Ecco appunto per la peschiera della Principessa… mi si è impigliato nella rete un gran…

RE – Ma quello che ha non le basta mai. Lei chiede, chiede, chiede. E vuole assolutamente, e vuole immediatamente!

PESCATORE – Anche mia moglie per chiedere chiede, ma…

RE – Beato te che dormi tranquillo: testa vuota e pancia piena.

PESCATORE – No, beh… veramente anche la pancia è sempre vuota.

RE – Con il cervello imbottito di olio di frittura come puoi immaginare le notti di un Re, solo con i suoi pensieri.

PESCATORE – Si, beh… ma io sono solo un pescatore.

RE(annusa) E si sente!

PESCATORE – Ma adesso ho preso un granchio bellissimo…

RE – Hai proprio preso un granchio se credi di vendere al Re la tua scorza che puzza!

 

SCENA  4

Principessa, Re, Pescatore

 

PRINCIPESSA(rimproverando il padre irrompe in scena portando con sé la boccia di vetro dei pesciolini) Padre Re! Questo mancava nella mia peschiera, devi comperarmelo assolutamente. (al pescatore) Dove l’hai pescato? Non ho mai visto una meraviglia come questa.

RE  Oh il mio tesoro, la mia gioia… la mia figliola, la Principessa!

PRINCIPESSA – Padre Re!

PESCATORE(piano fra sé) La Principessa matta fissata… Padre Re? Ma… Sacra Maestà! (si prostra, avendo capito di essere in presenza del Re)

RE – Taci!… (alla figlia)  Cara, hai lasciato i tuoi bei pesciolini e sei venuta a trovare papà?

PRINCIPESSA – Perché non mi hai fatto chiamare immediatamente?

RE – Immediatamente… perché?

PESCATORE – Sacra Maestà per il…

PRINCIPESSA – Taci!… (al padre) Meno male che è corsa a dirmelo subito la serva.

RE – A dirti cosa?

PESCATORE – Sacra Maestà che ho preso il…

PRINCIPESSA – Taci!... (al padre)  È bellissimo: lo voglio, assolutamente lo voglio.

RE – Assolutamente... ma che cosa?

PESCATORE – Sacra Maestà…

RE – Che cosa vuoi?

PESCATORE(indica il granchio) Il granchio. E allora, vado al mercato?

RE Ma quale mercato? Non hai sentito? Mia figlia lo vuole!

PESCATORE – Cosa? (ironico) “La scorza che puzza”?

RE – Vuole assolutamente quel… crostaceo.

PRINCIPESSA – E allora, Padre Re?

PESCATORE – E allora, Maestà Re? (tende la mano al Re)

RE – Bravi, bravi… Porta “immediatamente” quel granchio in giardino.

PRINCIPESSA – E  sistemalo “immediatamente” nella mia peschiera.

PESCATORE – “Immediatamente”… insieme a tutti gli altri pesci.

PRINCIPESSA – Sì.

PESCATORE – Rossi, verdi, gialli…

RE – Sì!

PESCATORE – Strani.

RE e PRINCIPESSA – Sì!

PESCATORE – Immediatamente… Salute alle Sacre Maestà.

RE – Darei tutti miei tesori per il mio bel tesoro! (via)

 

 

SCENA  5

Pescatore, Narratore, Principessa, Pesci della peschiera

 

PESCATORE(ammaina la vela e la figura luminosa del granchio svanisce dalla vela nel tempo impiegato dal  pescatore per ammainarla)  

PRINCIPESSA(osserva imbambolata l’immagine della peschiera sull’orizzonte)

PESCATORE(guarda la Principessa, poi scuote la testa sorridendo) I pesci… nella peschiera… che cantano? E’ matta!

NARRATORE – Ma adesso basta parlare del pescatore. Non serve più.

PRINCIPESSA(canta) Oh quante belle triglie, madama Dorè, oh quante belle triglie…(rivolta ai pesci come se parlasse a dei bambini piccoli) Certo che cantano i miei pesciolini. Vero pesciolina bella che canti per la Principessina? (canta) Il Re ne comanda una, madama Dorè, il Re ne comanda una… (rivolta al granchio) E tu bel granchio… cos’hai da guardarmi…? Lo sai che sei proprio un bel granchio? Il più bello che abbia mai visto… (sospiro)

 

(sull’orizzonte compaiono i pesciolini della peschiera)

 

PESCE ROSSO – La Principessa non si stanca mai di guardare quel granchio.

PESCE VERDE – Da quando è arrivato quello, non si allontana più dalla peschiera.

PESCE ROSSO – E anche lui, quel crostino crostaceo di un granchio, non le toglie mai quegli occhiacci da pesce lesso di dosso.

PRINCIPESSA – Che occhi tristi che hai... perché non mi racconti mai niente?

PESCE VERDE – La senti? Mi ha detto la sogliola che tutti i giorni a mezzogiorno il granchio sparisce: "Sapessi dove andasse… ma nessuno lo sa!"

PRINCIPESSA – Non ti piace la mia peschiera? Preferivi forse finire al mercato?

PESCE VERDE – Magari!

PESCE ROSSO – Ma dai!  La Principessa è tristissima quando non lo vede. (sospiro)

PESCE VERDE – E quando battono le tre… quel brutto coso con tutte quelle chele sbuca fuori di nuovo.

PESCE ROSSO – E la Principessa… le torna il sorriso. È innamorata come una triglia! (sospiro)

PESCE VERDE – Ma sei tu una triglia.

PESCE ROSSO – Ah già… ma io non sono mica innamorato. (canta) Oh quante belle triglie, madama Dorè…

 

PRINCIPESSA(al granchio) Ehi, ehi... ma dove vai? Torna qui immediatamente! Ecco, è mezzogiorno e se n'è andato... anche oggi… (canta) Oh quante belle triglie madama Dorè… oh quante belle triglie…

 

(il gran rumore del battente del portone sospende l’azione. Si sente una musica sospesa)

 

 

SCENA  6

Vagabondo, Principessa

 

VAGABONDO(Pone una benda sugli occhi della Principessa) Ehi del palazzo! C’è nessuno in questa casa?

PRINCIPESSA – Chi sei? Dove sei? Sei un pescatore?

VAGABONDO – No, bella giovane. Sono un vagabondo, senza regole come il vento.

PRINCIPESSA – Chi ti ha fatto entrare? Hai portato un pesce per la mia peschiera?

VAGABONDO – No, bella giovane. Io sogno, e per sognare dormo e chi dorme non piglia pesci.

PRINCIPESSA – Allora non hai niente per me!

VAGABONDO – No, ma forse tu hai qualcosa per me.

PRINCIPESSA – Io?

VAGABONDO – Chiedo la carità, puoi darmi qualcosa?

PRINCIPESSA(si toglie la benda dagli occhi e lo guarda delusa) Un vagabondo… prendi, ti regalo questo anello… (glielo lancia)

VAGABONDO(giocando con l’anello lo fa cadere casualmente nella peschiera. Si sente un gran tonfo nell’acqua) Oh, povero me: è caduto nella peschiera.

PRINCIPESSA – Ma... l’anello!

VAGABONDO – Ora devo andare a ripescarlo. (si tuffa nella peschiera. Musica subacquea. Nel buio vediamo apparire sull’orizzonte l’immagine del vagabondo che nuota sott’acqua)  Sotto, sempre più sotto, e giù, sempre più giù, nell’acqua profonda del fondo della peschiera. E c’è una caverna. E dentro la caverna c’è un corridoio… e c’è una luce in fondo… e il corridoio si allarga… e l’acqua è calda, sempre più calda… e la corrente è forte, sempre più forte… finché sbuco… in una grande grotta sotto il mare. Tutta luce; mille colonne tutt’intorno chiudono la grotta e al centro… una grande tavola imbandita. (vede la conchiglia della Fata e la prende)  Sto lì, perso in questo incanto…Tutt’intorno comincia un grande ribollire, come quando si tira su la rete, e i pesci sono più dell’acqua, e vorrebbero avere le ali degli uccelli per volare via.

Ho avuto paura: mi sono nascosto dietro una colonna, più piccolo che ho potuto, e da lì dietro ho visto una cosa incredibile.

 

 

SCENA  7

Fata del Mare, Principe, Principessa

 

(appare la grotta della Fata del Mare. Sull’orizzonte si vede l’immagine di un granchio enorme. Si ode una musica inquietante, piena degli echi della grande grotta marina)

 

FATA DEL MARE   (porta con sé un ramo secco sul quale sboccia un grande fiore bianco)

Ara, scava, semina e rivolta,

così preparo la gran raccolta.

Presto entrerà nel labirinto

il piccolino seguendo l’istinto.

Ma quando poi sarà ben cresciuto,

non potrà certo chiedere aiuto,

resterà dentro imprigionato

e ben pasciuto sarà divorato.

Tendo le reti e catturo le prede,

ho preso un granchio, qualcuno lo crede?

Batto bacchetta e pesto il piede

e alla mia mensa un Principe siede.

 

(l'immagine del granchio svanisce rivelando la figura umana del Principe)

FATA DEL MARE – Ben trovato Principe, anche oggi, ben trovato.

PRINCIPE – Ben trovata a te, Fata del Mare, come ogni giorno, ben trovata.

FATA DEL MARE – E allora… cosa vuoi di buono oggi, che batto bacchetta e te la faccio comparire?

PRINCIPE – (sospira) Lo sai, l’unica cosa che voglio è quel fiore, la mia libertà.

FATA DEL MARE – Anche tu lo sai: solo una ragazza che ti amasse potrebbe liberarti.

PRINCIPE – Ma chi vuoi che ami un granchio?

FATA DEL MARE – Eh già!… Di che ti lamenti: ti proteggo, ti sorveglio, ti preparo ottimi pranzetti e ogni giorno faccio tutto questo per te, solo per te.

PRINCIPE – Questa vita non è la mia vita.

FATA DEL MARE – Però sei vivo… per ora. Attento Principe: o mangiare o essere mangiato! E adesso torna nella tua scorza, Principe! Sarai qui domani, alla stessa ora.

(trasforma di nuovo il Principe in granchio. Poi svaniscono)

 

 

SCENA  8

Principessa, Vagabondo, Narratore

 

PRINCIPESSA(come se il tempo non fosse passato, riprende a parlare col vagabondo. Porta con sé la boccia di vetro dei pesciolini) Non ci credo, assolutamente! Un canale segreto… sul fondo della mia peschiera? E tu, vagabondo, vorresti farmi credere di aver nuotato fino al mare?

VAGABONDO – Sì, bella giovane! Fino alla grotta della Fata del Mare. (mostra l’anello che ha riportato dalla nuotata)

PRINCIPESSA – Non ci credo. Assolutamente!

VAGABONDO – Ah, no?

PRINCIPESSA – No!

VAGABONDO – Allora guarda cosa ti ho portato da laggiù! (mostra la conchiglia che ha portato via dalla grotta della Fata del Mare)

PRINCIPESSA – Ecco perché il mio granchio sparisce ogni giorno da mezzogiorno alle tre. Eh sì, non è un granchio: è un Principe stregato!

NARRATORE –  Adesso basta parlare del vagabondo. Lui ha aperto la porta, ora tocca alla Principessa. (il vagabondo svanisce)

PRINCIPESSA(non si è accorta di nulla) Un Principe stregato!? Figurarsi…! (cerca il vagabondo)  Ma dove è andato? È sparito?… Voglio assolutamente vedere con i miei occhi. E se quel vagabondo si fosse inventato tutta la storia? E se la Fata del Mare mi dovesse scoprire? Se quel granchio è un Principe devo assolutamente liberarlo. Domani a mezzogiorno andrò da lui.

(musica per il viaggio sott’acqua)

 

SCENA  9

Principessa, Fata del Mare, Principe

 

PRINCIPESSA(vediamo l’immagine attraverso un velo che rende liquido il suo viaggio)  Sotto, sempre più sotto, giù, sempre più giù,  in acqua… sotto, sotto. Ecco il canale… e là in fondo c’è la luce… e il canale si allarga… e la corrente mi trascina via. L’acqua è sempre più calda, la corrente sempre più forte.… Ecco la grotta.

 

(riappare la Fata del Mare con  il Principe)

 

FATA DEL MARE – E adesso che hai mangiato, torna nella tua scorza, Principe!

PRINCIPESSA(non vista, si nasconde dentro il guscio del granchio)

FATA DEL MARE (al Principe) Sarai qui domani, alla stessa ora! (canta sommessamente mentre il Principe entra nel suo guscio dove scopre la Principessa)

 

 

SCENA  10

Principe, Principessa, Voci della Conchiglia

 

(nel guscio del granchio)

 

PRINCIPE – Tu? Che cosa ci fai qui?

PRINCIPESSA – Sono venuta a liberarti dall’incantesimo.

PRINCIPE – Zitta…! Non dobbiamo farci sentire: se la Fata del Mare se ne accorge ci fa morire tutti e due.

PRINCIPESSA – Ma io non voglio, assolutamente! (musica della Fata  del Mare) Io voglio portarti con me.

PRINCIPE – Fosse possibile! Sai quanti sogni ho fatto, guardando te che mi guardavi!

PRINCIPESSA – Ma dai... ma dove, quando?

PRINCIPE – Tutti i giorni nella peschiera, quando credevi di guardare solamente un granchio.

PRINCIPESSA – Ma ora ti libererò da questa scorza: insegnami cosa devo fare.

PRINCIPE – Solo una ragazza che mi amasse e fosse pronta a morire per me potrebbe liberarmi.

PRINCIPESSA – Ti amavo già quando per me eri solo un granchio.

FATA DEL MARE (si sente per un attimo la sua voce inquietante)

PRINCIPESSA(spaventati, si abbracciano stretti) E se sono qui vuol dire che sono pronta a morire per te.

PRINCIPE – Anch’io ti amo e allora ti dirò quello che devi fare, ma è un segreto, stai molto attenta.

PRINCIPESSA – Lo sarò, amore mio.

PRINCIPE – Solo una musica può incantare la Fata del Mare: la musica che placa le onde e ferma il vento. Dovrai trovare quella musica. Suonala per lei, ma chiedile in cambio il suo fiore: quel fiore è la mia vita.

PRINCIPESSA – E quindi anche la mia! A domani.

 

(la Principessa si ritrova sola, dalla conchiglia provengono dei bisbigli, li ascolta)

 

VOCI DELLA CONCHIGLIA – …C’era una volta un Principe che era stato trasformato in granchio dalla Fata del Mare… solo una ragazza disposta a morire per lui l’avrebbe liberato…

 

 

SCENA  11

Narratore, Principessa, Re, Pesci della peschiera

 

NARRATORE  – La Principessa riemerse dall’acqua della peschiera.

NARRATORE – Corse da suo padre il Re.

PRINCIPESSA – Padre Re! (gli consegna la boccia di vetro) Voglio assolutamente imparare la musica!

NARRATORE – Il Re la accontentava sempre in tutto.

RE – Ma certo, figlia mia, tutto quello che desideri, immediatamente!

PRINCIPESSA – Voglio che mandi a chiamare i più grandi musicisti perché me la insegnino!

RE – Ma certo, figlia mia, tutto quello che desideri, immediatamente. (ordinando) Uomini! Vogate con le barche più veloci in ogni valle! La Principessa vuole imparare la musica! Voglio a palazzo i musici migliori del mio regno!

NARRATORE – E ogni giorno, per molti giorni, passando attraverso il gran portone, invadevano il palazzo gli strumenti più strani.

 

(si sentono le scale musicali prodotte dai vari strumenti)

 

PRINCIPESSA – Spinette, virginali e clavicordi; salteri, arpanette e ghironde… Dove troverò la musica per incantare la Fata del Mare?… Viole da gamba, da spalla, d’amore…(con dispetto perché non ottiene risultati)  cetre, liuti e tiorbe! (sconsolata) Non c’è uno strumento che fermi il vento. Non serve suonare, non si ferma il mare. (si siede sul bordo della peschiera)

 

(sull’orizzonte compaiono i pesciolini)

 

PESCE ROSSO – Sono  molto preoccupato per la Principessa.

PESCE VERDE – Anch’io: è la seconda volta che si dimentica di darci da mangiare. Diventerò secco come un’acciuga.

PESCE ROSSO – Beh? Cos’hai tu con le acciughe?.

PESCE VERDE – Scusa, scusa… È che siete sempre così… così… sottolio!

PESCE ROSSO – Sai cos’è? È l’amore… smack, smack. Altro che sottolio!

PRINCIPESSA – Sono mesi che suono seduta qui sul bordo della peschiera. Non ce la farò mai!Come faccio a incantare la Fata del Mare se neanche voi mi state a sentire?

PESCE VERDE – Tutta colpa di quel granchio!

PESCE ROSSO –  Così triste non l’avevo mai vista, poverina.

PESCE ROSSO – Non mangia più, non dorme più.

PESCE VERDE – Giorno e notte sempre qui a suonare tutta quella robaccia.

PRINCIPESSA – Qual è la musica che incanta? Insegnatemi, ditemelo voi!

PESCE ROSSO – Quando ero libero, potevo sentire il canto del mare.

PESCE VERDE – Ah, sì, che bello fare le capriole in mezzo alla schiuma delle onde.

PESCE ROSSO – E il vento, ti ricordi come soffiava il vento!

PRINCIPESSA – Aiutatemi, per favore!

PESCE VERDE – Magari potessimo!

PESCE ROSSO – Siamo chiusi qui dentro da troppo tempo. L’abbiamo dimenticato.

PESCE VERDE – Eh, già, l’abbiamo proprio dimenticato… (svanisce l’immagine della peschiera e l’orizzonte diventa un cielo)

 

SCENA 12

Principessa, Narratori

 

PRINCIPESSA – Ormai ho provato a suonare tutti gli strumenti del regno. Nessuno riesce a placare le onde del mare e a far tacere il vento… (guarda la conchiglia, sconsolata la porta all’orecchio e non sente nulla; tutt’attorno si alzano le onde al suono della musica del mare)

NARRATORE – Nessuno dei tuoi amici pesci ti potrà aiutare. Lascia il tuo giardino e vai, sola, ad affrontare il mare.

PRINCIPESSA – Padre Re, voglio andare - sola - a suonare sulla riva del mare.

NARRATORE  – Principessa, stai attenta a non bagnarti il vestito.

NARRATORE – Guarda dove cammini… gli scogli sono traditori.

NARRATORE – Se sale ancora, la marea ti strappa via dallo scoglio.

NARRATORE – Attenta: là fuori le onde sono vere!

 

 

SCENA 12 bis

Principessa, Fata del Mare

 

PRINCIPESSA(le onde ora sono alte, la musica ha un volume quasi fastidioso. La Principessa guarda la conchiglia che tiene fra le mani: nessun suono ne esce. Poi prova a soffiarci dentro: ne esce una sorta di respiro amplificato, poi un suono debole, poi sempre più profondo, mentre attorno avviene una trasformazione: le onde si placano. La Principessa ora si trova su di uno scoglio davanti al mare aperto. Richiamata dal suono, appare la Fata e lei smette di suonare)

FATA DEL MARE (porta con sé il solito ramo secco sul quale sboccia un grande fiore bianco) Non smettere di suonare bella giovane, continua a suonare per me. Questo suono mi incanta.

PRINCIPESSA – Certo che suonerò per te. Suonerò ancora, se tu mi darai questo fiore. Questo fiore mi incanta.

FATA DEL MARE – Ti darò il fiore. Ma perché sia tuo dovrai andare a coglierlo in mezzo al mare… dove io lo lancerò.

PRINCIPESSA – E io lo farò.

FATA DEL MARE – Sarà tuo… se ci riuscirai. (ride)

PRINCIPESSA(si porta la conchiglia alle labbra e soffia di nuovo, si sente la musica del mare)

FATA DEL MARE (lancia il fiore in mezzo al mare attirandovi la Principessa)

 

 

SCENA 14

Principessa, Principe, Fata del Mare, Narratori

 

PRINCIPESSA(si getta in mare, sull’orizzonte vediamo la sua immagine che nuota, cerca di raggiungere il fiore, ma ogni volta che sta per afferrarlo, il fiore si allontana)

FATA DEL MARE       Su Principessa, nuota sull’onda,

poi dentro l’acqua piano sprofonda.

Aria, risali e riprendi fiato,

ma il fiore ancora non hai afferrato,

è sempre un’onda più avanti di te,

ci son mille pesci ma non c’è il tuo Re.

Dovrà cercarti sul fondo del mare,

morta d’amore dovrai affogare!

…Vieni giù, sempre più giù…

Vieni con me… riposati.

 

PRINCIPESSA(sta ormai per sprofondare nel mare quando un’onda le posa in mano il fiore) 

NARRATORE – E in quel momento il Principe fu liberato dall’incantesimo.

PRINCIPE(il Principe, non più granchio, emerge dall’acqua sostenendo la Principessa fra le braccia) Mi hai ridato la vita e sarai la mia sposa. Vieni, ti riporto io a riva.

NARRATORE – E arrivarono fino al palazzo del Re.

NARRATORE – E il Re rimase a bocca aperta perché era all’oscuro di ogni cosa.

NARRATORE – Ma quando la Principessa disse…

PRINCIPESSA – Questo è il mio sposo…

NARRATORE – …il Re capì che non aveva altro da fare che celebrare le nozze. Immediatamente.

 

 

SCENA  15

Fata del Mare, Narratori

 

FATA DEL MARE         Aro e preparo la terra al mare,

qui mille pesci dovranno entrare.

Preparo e aro un bel giardino

per incantare ogni pesciolino…

 

NARRATORE – C’era una volta la laguna.

NARRATORE – La laguna non è un luogo, è un tempo, uno spazio che muta ogni sei ore.

NARRATORE – Non è acqua e non è terra, ma è il tempo che trascorre tra acqua e terra.

NARRATORE – Un tempo che sale e che scende a coprire e scoprire profili, miraggi di terre: barene…

NARRATORE – E’ terra che va al mare e mare che va alla terra.

NARRATORE – La laguna è un confine che sconfina.

NARRATORE – Vive ancora, fra la terra e il mare.

NARRATORE – E’ un riflesso d’acciaio all’orizzonte

 

(l’immagine sull’orizzonte ci porta poco a poco a sorvolare i riflessi dell’acqua, mentre lontano sentiamo la musica di una festa, la stessa che abbiamo ascoltato all’inizio dello spettacolo)

 

 

FINE


Per  mettere in scena questo spettacolo ocorrono:

Gli attori:

I narratori

La Fata del Mare

Il Pescatore

La Serva

Il Re

La Principessa

Il Vagabondo

Il Principe

I pesci della peschiera

Le voci della conchiglia

 

Noi l’abbiamo realizzato in tre, con l’aiuto di alcuni oggetti per cambiare personaggio e con l’aiuto di una telecamera ed un videoproiettore. Se siete in tanti, prendete ciascuno una parte che vi assomiglia, o che vi interessa, o che vi capita a sorte.

La parte del narratore può essere suddivisa tra due o più attori. Anche i pesciolini possono essere di più, basta  non facciano troppa confusione.

 

E la telecamera cosa c’entra? Noi l’abbiamo collegata al videoproiettore (ma voi potete collegarla anche ad un televisore) abbiamo tolto la cassetta,  l’abbiamo puntata verso un piano di lavoro illuminato, a venti centimetri dall’obiettivo, e ci abbiamo fatto passare sotto, in vari momenti della storia, cose preziose: sullo schermo all’orizzonte vedevamo conchiglie giganti, carte nautiche, vecchi disegni di navi e antichi mosaici.

Il narratore di turno prendeva posto dietro la telecamera, e muoveva gli oggetti dando loro la voce (come si fa con i burattini). Questa tecnica si chiama teleracconto ed è stata scoperta da un nostro amico che si chiama Giacomo Verde.

 

Ma come si fa a far nuotare i personaggi senza allagare il teatro? Anche qui ci ha aiutato la telecamera. Ruotandola di novanta gradi, una persona in piedi che allunga le mani per afferrare qualcosa sopra la sua testa, la si vede in posizione orizzontale e sembra nuotare. Provare per credere, anche se per ottenere buoni risultati bisogna dedicarci un sacco di tempo.

 

Per i diversi personaggi, i nostri attori usano anche una serie di oggetti strani.  Non si cambiano tutto il costume, ma aggiungono o tolgono dei segni precisi:

- il Pescatore ha i pantaloni arrotolati ed una vecchia coperta sulle spalle per quando piove

- la Fata del Mare indossa un mantello di alghe ed ha una bacchetta magica: un ramo secco dal quale nasce un fiore bianco

- la Principessa veste un gilet prezioso e porta sempre con sé una boccia di vetro illuminata

- la Serva ha un turbante a ciambella sulla testa, e agita continuamente un rumoroso setaccio pieno di conchiglie

- il Re è senza corona,  per questo il pescatore non lo riconosce, ma regge il suo scettro, un lungo bastone

- il Vagabondo ha un gilet un po’ sbrindellato, uno strano cappellino ed una sciarpa svolazzante

- il Principe veste una preziosa camicia bianca ricamata

- i Narratori sono vestiti in maniera da non farsi troppo notare.

I pesciolini del nostro spettacolo nuotano sotto la telecamera, mossi con due bastoncini da un narratore che presta loro la voce.

 

Quando verrete a teatro a vedere lo spettacolo non aspettatevi palazzi di cartapesta o scene dipinte.

Noi, con l’aiuto di alcune vele, una passerella di vecchie assi, alcuni graticci e delle canne di bambù, corde e carrucole, abbiamo giocato con la nostra immaginazione e con quella di chi ci verrà a trovare.

Quando racconterete voi la storia, guardatevi in giro e usate tutto quello che può ricordare il mare.

Se avete immaginazione, anche da come salite su un tappeto potete raccontare che vi imbarcate su una nave.